Notizie redazionali

Il primo numero de “Lo Stato Moderno” esce clandestino a Milano nel luglio 1944, in piccolo formato dalla veste editoriale dimessa, e mantiene una cadenza mensile fino alla Liberazione. Nella serie clandestina non figura alcuna informazione redazionale, a parte gli pseudonimi con i quali sono sottoscritti quasi tutti gli articoli.
Il primo maggio 1945 esce il primo numero non clandestino, con una nuova veste editoriale che rimane invariata fino all’ultimo numero, datato 20 febbraio - 5 marzo 1949. La testata reca il sottotitolo “Critica politica economia e sociale”. La periodicità diventa quindicinale dal 20 giugno 1945, con diverse eccezioni negli ultimi mesi di vita della rivista.
Edita inizialmente dalla casa editrice Gentile, con sede a Milano in Foro Buonaparte, 46, poi provvisoriamente (dal n. 12 del 20 giugno 1946) dalla Soc. An. Russo Editore in via Meravigli, a partire dal numero del 5 novembre 1946 la rivista viene pubblicata dalla Società editrice “Lo Stato Moderno”, costituita per assumere l’onere della gestione amministrativa. Direzione, redazione e amministrazione vengono quindi definitivamente trasferiti nella nuova sede in via Senato, 38, fino agli ultimi mesi di vita, quando la redazione è costretta per le difficoltà finanziare, a trasferire gli uffici in via Paisiello.
Nel primo numero non clandestino (a. II, n. 7, 1 maggio 1945) viene segnalata la redazione, che risulta così composta: direttori Mario Paggi e Gaetano Baldacci; vicedirettore Antonio Basso; redattore capo Arturo Barone; redattori: Vittorio Albasini Scrosati, Mario Boneschi, Enrico Bonomi, Giuseppe Gorgerino, Giuliano Pischel, Giancarlo Ronchi, Cesare Spellanzon. Nel numero successivo, del 20 maggio 1945, entra a far parte della redazione Sergio Solmi, e Giancarlo Ronchi diviene Orlando Ronchi. Dal 20 settembre 1945, Giuseppe Gorgerino è sostituito da Libero Lenti, mentre dal 20 marzo 1946, Orlando Ronchi lascia il posto a Umberto Segre. In novembre Spellanzon lascia la redazione. Alla fine del 1946 ne fanno dunque parte: Albasini Scrosati, Boneschi, Bonomi, Lenti, Pischel, Segre, Solmi. La redazione non viene più indicata dal n. 23 del 5 dicembre 1946.
Paggi condivide la direzione con Gaetano Baldacci dal primo numero non clandestino fino ai primi mesi del 1947. Figura come unico direttore dal n. 5 del 5 marzo 1947 sino alla fine.
Direttore responsabile dal n. 7 del maggio 1945 fino al n. 7 del 1948 è Gaetano Baldacci. Nel fascicolo successivo diventa direttore responsabile Paggi, che tiene questa carica solo per tre numeri. Cesare Cabibbe gli succede dal numero doppio dell’agosto 1948, fino all’estinzione della rivista.